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Venice Music Gourmet — Cena con la grande musica, in palazzo veneziano, a Venezia.

Una residenza patrizia del Cinquecento, nel cuore di Venezia, per rivivere insieme le atmosfere veneziane di un tempo immersi nella splendida arte pittorica e lignea quale migliore scenografia per una scelta musicale di livello internazionale.

La prima costruzione del palazzo risale al 1500 ma conquistò l'aspetto definitivo (ed attuale) solo nel 1760 quando diviene proprietà della famiglia Marin, di cui rimane chiara testimonianza lo stemma scolpito sul pozzo del giardino interno (un'onda che in antico doveva esser stata di color azzurro su foglia d'argento).

Gli interni del palazzo conservano ancora oggi la decorazione settecentesca di affreschi e stucchi in stile neoclassico valorizzati dal recente intervento di restauro: il salone principale è impreziosito da scene mitologiche ad opera di Gaetano Zampini (Il ratto di Elena, La fuga di Elena da Troia, Apollo e le Muse, Teseo ed Arianna), mentre di Giovanni Scarajo è la rappresentazione allegorica sul plafond di Virtù incontra il Merito; la sala di fondo, inoltre, è stata arricchita in epoca recente con un arazzo Scena galante nel parco (copia di un Aubusson francese di fine '800) al cui lato opposto vi è Figura con Elementi, opera del pittore contemporaneo Eulisse Vincenzo (esposta alla Galleria Internazionale d'arte Moderna di Venezia d'arte nel 1994), omaggio dovuto dall'artista alla proprietà del palazzo di cui fu ospite durante uno dei suoi numerosi soggiorni a Venezia.

Poco si conosce della destinazione del palazzo nel corso del tempo, se non che a fine XVIII secolo visse un periodo di particolare vivacità quando Isabella (nata Elisabetta) Teotochi, prima moglie di Carlo Antonio Marin, ne fece la sede di un salotto culturale molto noto e apprezzato del suo tempo.

Isabella, donna colta, raffinata amante delle arti e scrittrice lei stessa, radunò attorno a sé i maggiori scrittori, poeti ed artisti del suo tempo fra i quali Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti, Antonio Canova, Walter Scott, G.G. Byron, J. W. Goethe, Sir William Hamilton, M.me de Stael ed i nobili veneziani Querini, Pesaro, Tron e Dalazzo e Dolfin. Se la storia d'amore (extraconiugale) con Dominique Vivant Denon (incisore e scrittore parigino, futuro direttore del Louvre) non pone dubbi d'interpretazione, non è altrettanto chiaro quale fu il tipo di rapporto fra Isabella ed il giovane Foscolo (potrebbe trattarsi di un semplice amore platonico rafforzato dal fatto che essi erano compatrioti, riletto poi dalle male lingue del tempo come un rapporto adulterino fra una donna matura ed un ragazzo molto più giovane di lei). Il busto di Elena, oggetto di numerosi componimenti letterari ed ora conservato all'Ermitage a Mosca, fu il ringraziamento dello scultore Antonio Canova in risposta al volume Opere di Scultura e Plastica di Antonio Canova scritto da Isabella e pubblicato a Venezia nel 1812.

Palazzo Marin è interamente rinfrescato da aria condizionata, rendendolo una delle uniche sale di Venezia dal clima piacevole sia d'estate che d'inverno dove organizzare eventi privati ed aziendali dal carattere intimo ed elegante.